Più salari, meno pigrizia mentale

L’apprendistato politico dei ministri tecnici procede spedito. Ieri il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha espresso un parere sensato e nemmeno troppo dirompente a proposito dei bassi livelli salariali italiani, frutto avvelenato della bassa crescita, ma più che interlocutori interessati ha incontrato il solito chiacchiericcio.
5 AGO 20
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L’apprendistato politico dei ministri tecnici procede spedito. Ieri il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha espresso un parere sensato e nemmeno troppo dirompente a proposito dei bassi livelli salariali italiani, frutto avvelenato della bassa crescita, ma più che interlocutori interessati ha incontrato il solito chiacchiericcio. “E’ vero che bisognerebbe riuscire ad aumentare i salari perché sono bassi, non è una cosa che ci sfugge”, ha detto Fornero. “Conosciamo questo divario nella distribuzione dei redditi che si è creato negli ultimi anni, direi negli ultimi 15-20 anni”. Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, le ha risposto che bisogna abolire la flessibilità, perché è solo con i diritti che i salari crescono. Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, non si è sforzato molto di più “sfidando” Fornero sull’innalzamento salariale, ma rimanendo inchiodato alla difesa intransigente dell’articolo 18. Servirebbe di meglio.
Del resto le strade, pur strette di questi tempi, per dare respiro alle buste paga sono note da tempo. La prima è dare maggiore spazio alla contrattazione decentrata, favorendo aumenti legati alla produttività. Una strada non troppo distante da quella dei nuovi contratti Fiat, tanto contestati dalle zone più conservatrici del sindacato e non proprio sostenuti a spada tratta dalla Confindustria di Marcegaglia, che ieri si è limitata a dire “dobbiamo aumentare i salari, ma per farlo dobbiamo per forza aumentare la produttività”. Si possono poi migliorare i benefici fiscali e contributivi già esistenti, e ci si augura che il governo lo faccia, ma è solo un mercato del lavoro meno ingessato che può produrre più salario.